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Archive for the ‘Italia’ Category

Grillo Indemoniato? - L'esorcista

Grillo Indemoniato? “Esci da questo Blog”

Torno a scrivere dopo mesi, per dire la mia sull’argomento del giorno: l’incontro (?) Renzi-Grillo.

Al di là di cosa ognuno possa pensare, chi ha vinto, chi ha perso, per me il momento più bello è stato quando Renzi trova spazio e fiato per dire ad un Grillo indemoniato:

Esci da questo blog, Beppe!

Chissà da quanto glielo voleva dire.

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…abbasso il cambiamento.

Mai come in questi giorni l’Italia appare un paese paralizzato all’idea di cambiare.

Al di là della scelta del nome del Presidente della Repubblica (Rodotà, Marini, Prodi, Bonino… etc…), ciò che spaventa è che l’Italia non sembra incline al cambiamento. Non parlo di rivoluzioni, mai più corrotti, condannati fuori dal Parlamento, cittadini nell’istituzioni, ecc… Parlo di cambiare le carte in tavola, trovare nuove soluzioni o nuove risposte agli stessi problemi. Thinking out of the box dicono gli anglosassoni.

Non ci si sa accordare sul nome del Presidente della Repubblica: si propone Napolitano, un signore di 88 anni a cui gli si accolla la teorica responsabilità di vivere per altri 7 anni. Non si trova un nome come Presidente del Consiglio? Già ci si accorda per Giuliano Amato, un signore che è un pensionato di 75 anni (pensionato d’oro, vabbè…) che era al Governo quando io ancora non ero entrato nella pubertà, al massimo mostravo un simpatico “baffo di cane”, insomma diversi lustri prima che i peli invadessero copiosi ogni centimetro del mio corpo. Preistoria ecco.

La famosa gerontocrazia….

Direte: ma i parlamentari o i politici non sono cittadini comuni, vogliono mantenere lo status quo, la poltrona.

Ma noi, gente comune, siamo bravi a cambiare? Quante volte non abbiamo cambiato lavoro per paura che il nuovo fosse troppo stancante, o meno sicuro della misera attività attuale? Quante volte abbiamo scelto di risolvere un problema di vita quotidiana allo stesso modo senza curarsi della conseguenze, solo per mantenerci fuori da qualsiasi implicazione. Quante volte abbiamo fatto autocritica sul nostro modo di comportarci? Quante volte abbiamo visto le cose solo dalla nostra prospettiva?

TU sai cambiare?

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Pupo

Pupo

“Leeeedis en genma…” (gli assistenti di volo Alitalia e l’inglese maccheronico)

Il rumore dei cucchiaini sui piattini da tazzina;

Giganteschi occhiali da sole indossati fino in bagno;

40 gradi all’ombra;

La granita (special mention to: Granita gelsi e Granita fichi);

La brioche;

Il bar Eden;

Lo Stretto;

Brand e griffe ostentate; (altro…)

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Beppe Grillo

Grillo con i suoi modi garbati…

Elezioni amministrative appena concluse. Sui media italiani (almeno online) si discute di chi ha vinto di chi ha perso, del PD, dei “grillini”, della Lega e del PDL.

Grillo Sì, Grillo No, grillo gabibbo, Grillo maleducato, Grillo Antipolitca. Grillo ma dove vuole andare?

Grillo è il nuovo Berlusconi. Grillo e i grillini non hanno mai amministrato, hanno idee campate in aria, Grillo ruba voti al PD…

Ciò che è sicuro è che il Movimento 5 Stelle è un qualcosa di nuovo nella scena nazionale. Cittadini che si sono riuniti in un movimento per impegnarsi attivamente sulla gestione della cosa pubblica, esponendosi in prima persona, dimenticando la classica e semplice X su un simbolo. Non è qualcosa di nuovo?

Non capisco perchè si continui a parlare di Grillo, di Grillo e sempre di Grillo. Perchè non si cerca di capire chi sono le persone che partecipano al movimento? Chi è il neo-sindaco di Parma? Che idee ha, che pensa di fare… Il M5S non è un partito, la linea “politica” non la scrive il “segretario” come per il PD.

Basta con la diffidenza. E’ un periodo in cui tutti ci lamentiamo: vogliamo il cambiamento. Ma se vogliamo che qualcosa cambi, dobbiamo cambiare qualcosa in noi stessi, ad esempio uscire fuori dal solito binomio politica=partiti: quanti voti hai, chi ti vota, che % di voti riesci a generare nella tua zona? “Thinking out of the box” come dicono gli anglosassoni. Questa è la cruda realtà che il cambiamento porta con sè.

 

Fonte Foto Flickr Eddypedro

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Scopro dalla stampa online italiana che il Vice Ministro del Welfare Martone ha detto che chi si laurea a 28 anni è uno sfigato. Il viceMinistro – evidentemente poco avvezzo alla politica – ha dovuto smentire, correggersi.

Infatti subito sono divampate le polemiche, trend su twitter con l’hashtag #sfigato, fior fior di articoli e commenti per criticare la frase del ViceMinistro. Insomma come si è permesso:  i secchioni sono noiosi… ah quanti talenti un po’ pazzerelli che vanno male all’università! …Steve Jobs non era laureato! Il Trota parlamentare e io non mi posso laureare a 30 anni? Ma come si permette proprio lui è stato raccomandato per fare il ministro!…. ecc..

Polemica polemica polemica.  Il pensiero mediocre e perbenista: un Ministro deve lodare tutti. Le sue interviste devono essere in politichese, devono sempre avere il famoso “ma anche”: chi impiega 10 anni per laurearsi è uno sfigato ma  anche chi si laurea in tempo (ora bastano 3 – dico tre – anni) è solo un secchione con gli occhiali brufolosi dedito all’onanismo. Dire tutto e il contrario di tutto.

Facendo un calcolo, un ragazzo che a 28-30 anni è ancora all’Università sta impiegando 10-12 anni, 3-4 volte in più del previsto. Come se per le Medie ci volessero 9 anni. Dieci anni all’Università… una vita. Il viceministro non si riferiva certo agli studenti/lavoratori che si fanno il mazzo per pagare le tasse e trovare il tempo per i libri, o ai casi eccezionali di chi magari deve seguire un parente malato, ecc… E’ uno sfigato un 28enne ancora all’Università se non ha nessuno di questi impedimenti? Per me sì.

Non è NORMALE stare anni e anni all’Università! Bisogna prendere coscienza di questo e bisogna cambiare la prospettiva, da una prospettiva meramente “mediocre” a una tendenza “Meritocratica” . Prendere responsabilità delle proprie scelte. Il mercato del lavoro non se ne fa nulla di neo-laureati trentenni!

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Copertina Newsweek Beh sembra che – almeno per questa legislatura – il Governo Berlusconi sia alla pagina fine di un libro lungo 17 anni.

Il futuro è incerto incertissimo. Un nuovo governo tecnico (Monti?) permetterà a quei poveri miserabili parlamentari di percepire un vitalizio da nababbi appena saranno vecchi (praticamente da subito).

L’Italia finalmente si è indignata e comincia a fare sentire la sua voce: Nunteregghe più, come diceva Rino Gaetano 30 anni fa.

Cacchio… 30 anni fa. Che parole tanto attuali. Sono i corsi e ricorsi della storia o semplicemente la classe dirigente italiana non è mai cambiata? (altro…)

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Crisi economica, un debito pubblico di dimensioni inimmaginiabili, default imminente, titoli dei giornali a caratteri cubitali ricordano la bancarotta dell’Argentina di 10 anni fa e la paragonano alla situazione italiana, “Rischio Grecia” … Sembra proprio un bel momento per l’Italia (ma anche per la Spagna dove vivo adesso).

Oggi ho visto: “Debtocrazy” un documentario greco che racconta la tragedia dei cittadini greci che devono affrontare la realtà dei conti pubblici . Chi pagherà il debito pubblico della Grecia? Chi ha contribuito a crearlo oppure la cittadinanza che si vedrà rubata della sovranità e dei servizi che costituiscono i cardini di ogni Stato come la sanità o l’educazione?

Qual è la soluzione a questa crisi? Forse un referendum come sta ipotizzando il primo ministro greco?

Nel documentario mi ha colpito la spiegazione della teoria del “Debito detestabile”, già usata come soluzione nel Diciannovesimo e Ventesimo secolo anche dagli USA.

Vale la pena vederlo.

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