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Archive for dicembre 2011

Qualche settimana fa, uscendo da una carrozza della metro mi imbatto in un cartello pubblicitario: Sicilia Mito en una Isla de Luz. Che figo! Penso.

L’intera Metro di Barcelona ne era tappezzata. Che orgoglioso mi sentivo: mi ricordavo di quando viaggiavo in DART a Dublino (una specie di metropolitana di superficie) e già da Ottobre o Novembre ogni stazione veniva ricoperta di cartelli che pubblicizzavano l’Andalucia. Considerando le temperature già bassine, che goduria vedere le spiagge spagnole.

Bello… finalmente la Sicilia decideva di farsi un poco di pubblicità all’estero.

Sicilia - Publicidad Barcelona

Più la guardavo – però – meno mi convinceva. Ma che era ‘sto gallo? (altro…)

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World Press Photo 2011 - Bibi AishaAggiungo un commento al post di Cristiano sul World Press Photo 2011 a Barcellona.

Entrando alla mostra fotografica, la primissima foto era quella di una donna con il volto sfigurato.

E’ quello di Bibi Aisha, una ragazza afgana di 18 anni fuggita dalle violenze del marito e punita attraverso il taglio delle orecchie e del naso per aver commesso questo atto.


Vedendo questa foto mi sono fermata a riflettere…
..In alcune parti del mondo la condizione femminile e’ veramente molto distante dalla nostra..

La foto e’ stata scattata il 15 Luglio 2010, appena un anno e mezzo fa.

Quanto ancora dovranno soffrire alcune donne per avere riconosciuti i propri diritti di uguaglianza?

Clicca qui per vedere la foto World Press Photo 2011

Fonte Foto Flikr, =mc2

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World Press Photo 2011 Barcelona

Un uomo tira per aria un corpo di un bambino verso un cumulo di morti (Haiti)

Una testa mozzata giace ai lati di una strada (Messico)

Un toro incorna il torero al collo durante una corrida (Spagna)

Migliaia di persone tentano di salire su un treno già stracolmo (Bangladesh)

In una cella vivono rinchiusi decine di uomini tutti sdraiati l’uno affianco all’altro (Sierra Leone).

E tante altre foto che spesso mi hanno portato fuori dalla mia dimensione di cittadino dell’ occidente.
E’ tornata a Barcelona al CCCB l’esposizione fotografica relativa al premio World Press Photo, ne avevamo parlato anche per l’edizione dell’anno scorso.

Ci siamo andati con entusiamo e penso davvero che farò di tutto per non perdermi neanche un’edizione.
Fotografia giornalistica pura, spesso tratta di temi scottanti (come la violenza sulle donne Afghane o l’aborto in Kenya). Ovviamente quelle che toccano di più sono le immagini che raccontano delle tragedie. Ognuna di queste foto trasmette l’angoscia violenta di un attimo e lascia il visitatore attonito a bocca aperta (letteralmente, provavo a guardarmi intorno e tutti avevano la stessa espressione con la mano sul viso) ad immaginarsi come deve essere il dolore o la vita di quelle persone che il fotografo riesce a raccontare con uno scatto che dura un istante.

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