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Archive for the ‘Barcelona’ Category

In due anni e mezzo che vivo a Barcelona finalmente posso dire che ho trovato un tipico bar spagnolo dove veramente mi possa sentire “a casa” e soprattutto accolta non solo dal proprietario, ma anche dagli stessi clienti!

Dovete sapere che i “catalani” non sono famosissimi per le loro doti di “servizio” e “accoglienza”, soprattutto nei luoghi pubblici, come bar e ristoranti. Spesso infatti ci e’ capitato di essere trattati malissimo come clienti, non perche’ italiani, ma perche’ semplicemente non ci fanno caso, e’ purtroppo un’attitude presente in diversi luoghi in barcelona. In buona sostanza non hanno quel “customer service” che ci si aspetterebbe. Purtroppo questa e’ stata una delle prime cose che mi ha colpito e con le quali mi sono scontrata da subito, appena arrivata a Barcelona.

La Bodega d'en RafelIl bar in questione si chiama La Bodega d’en Rafel; ci sono andata con la mia amica Chiara un giorno infrasettimanale, dopo il lavoro. Per darvi un’idea, si tratta di uno di quei bar pieno di uomini che giocano a carte, dove non penseremmo mai di entrare! 🙂
Volevamo semplicemente bere una “caña” (birretta) e “picar” (mangiucchiare). Dopo aver tentato invano (per la terza volta) di entrare in un altro bar, sempre nel nostro “barrio” (quartiere), consigliato da tanta gente, ma sempre strapieno o chiuso, abbiamo ripiegato su La Bodega perche’ Chiara aveva notato che era sempre pieno di gente, a tutte le ore del giorno, al contrario dei bar limitrofi.

Effettivamente un motivo c’era. Appena siamo entrate, per un attimo ci siamo sentite gli occhi di tutti addosso…
Due nuove clienti varcavano la soglia, quindi meritavano un’accoglienza degna del posto!
Non essendoci molti tavoli disponibili, alcuni signori, evidentemente “di casa” anche loro, si sono alzati immediatamente per farci posto, e da quel momento in poi siamo state “approcciate” dal proprietario e dal cameriere, un signore di circa 75 anni, il quale ha iniziato a fare amicizia con noi.

C’erano “tapas caseras“, cioe’ fatte in casa, di tutti i tipi, tra cui carne, lumachine (cosa che non tutti i bar offrono), salsiccia di tutti i gusti, olive, formaggio curato, crocchette, polpette di baccala’ ..e tanto altro! insomma un ben di dio!!

Parlando con il proprietario, abbiamo saputo che non erano di Barcellona, nettantomeno catalani, e che anche altri italiani che vivono nello stesso barrio erano diventati loro clienti per caso, per la loro felicita! jeje 🙂

Quella sera il bar era pieno, come sempre, e questi due gentili signori chiacchieravano con TUTTI! Stupefacente….per la prima volta ci siamo sentite davvero considerate!
Abbiamo pensato di ritornarci una, due, tre, tantissime volte…anche perche’ abbiamo pagato un prezzo davvero irrisorio per quello che abbiamo consumato.

Siamo ritornate a distanza di 4 giorni e i signori de La Bodega d’en Rafel si ricordavano di noi!!!
Questa volta era con noi un ragazzo irlandese che non parla spagnolo…la cosa buffa e’ stata che, entrambi, proprietario e cameriere, pur sapendo che il ragazzo probabilmente non stesse intendendo nulla, continuavano a parlagli, facendolo sentire…come dire….a casa anche lui!

Che dire….sento che ritornero’ tante e tante altre volte ancora in questo bar..E’ un bar semplicissimo, ma quello che lo rende meraviglioso e’ proprio l’ambiente creato dai proprietari.
E’ bellissimo sentirsi “integrata” nella realta’ del barrio!

Riprendo una frase da un commento su La Bodega lasciato da un cliente: “Una bodega de barrio de las de toda la vida!” 🙂

Fonte foto: salir.com
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World Press Photo 2011 - Bibi AishaAggiungo un commento al post di Cristiano sul World Press Photo 2011 a Barcellona.

Entrando alla mostra fotografica, la primissima foto era quella di una donna con il volto sfigurato.

E’ quello di Bibi Aisha, una ragazza afgana di 18 anni fuggita dalle violenze del marito e punita attraverso il taglio delle orecchie e del naso per aver commesso questo atto.


Vedendo questa foto mi sono fermata a riflettere…
..In alcune parti del mondo la condizione femminile e’ veramente molto distante dalla nostra..

La foto e’ stata scattata il 15 Luglio 2010, appena un anno e mezzo fa.

Quanto ancora dovranno soffrire alcune donne per avere riconosciuti i propri diritti di uguaglianza?

Clicca qui per vedere la foto World Press Photo 2011

Fonte Foto Flikr, =mc2

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World Press Photo 2011 Barcelona

Un uomo tira per aria un corpo di un bambino verso un cumulo di morti (Haiti)

Una testa mozzata giace ai lati di una strada (Messico)

Un toro incorna il torero al collo durante una corrida (Spagna)

Migliaia di persone tentano di salire su un treno già stracolmo (Bangladesh)

In una cella vivono rinchiusi decine di uomini tutti sdraiati l’uno affianco all’altro (Sierra Leone).

E tante altre foto che spesso mi hanno portato fuori dalla mia dimensione di cittadino dell’ occidente.
E’ tornata a Barcelona al CCCB l’esposizione fotografica relativa al premio World Press Photo, ne avevamo parlato anche per l’edizione dell’anno scorso.

Ci siamo andati con entusiamo e penso davvero che farò di tutto per non perdermi neanche un’edizione.
Fotografia giornalistica pura, spesso tratta di temi scottanti (come la violenza sulle donne Afghane o l’aborto in Kenya). Ovviamente quelle che toccano di più sono le immagini che raccontano delle tragedie. Ognuna di queste foto trasmette l’angoscia violenta di un attimo e lascia il visitatore attonito a bocca aperta (letteralmente, provavo a guardarmi intorno e tutti avevano la stessa espressione con la mano sul viso) ad immaginarsi come deve essere il dolore o la vita di quelle persone che il fotografo riesce a raccontare con uno scatto che dura un istante.

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Ancora un video sulla citta’ in cui vivo…la bellissima Barcellona non stanca mai!

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Sala Montjuic BarcelonaQuest’anno sto partecipando attivamente agli eventi estivi di Barcelona e tra le varie Fiestas Major di ogni quartiere e iniziative a cui partecipare, vi segnalo il Cinema all’aria aperta al Castello di Montjuic.

E’ uno scenario da non perdere perche’ nelle tre serate della settimana in cui vengono proiettati film, assieme a piccoli cortometraggi e concerti, si raccoglie un numero infinito di gente che, armata di sdraiette, stuoie da mare e tanto cibo, si gode la serata in compagnia.

La cosa che piu’ mi piace di questa iniziativa e’ che l’evento e’ non solo un’occasione di incontro per guardare una delle migliori pellicole di tutti i tempi sotto le stelle, ma soprattutto e’ anche un’ottima occasione per fare pic nic. 🙂

Ricordo che la prima volta che ho vissuto questa esperienza ero scioccata per due cose: la quantita’ di gente e la “comida” (il cibo). I miei occhi hanno visto di tutto in quanto a cibo e bevande (gli spagnoli in questo sono super organizzati eheh!) e devo dire che anche noi italiani ci siamo dati da fare!

Se volete godervi lo spettacolo in una “buona” posizione, vi consiglierei di arrivare al massimo un’ora prima dell’inizio del film, altrimenti tocca accontentarsi degli ultimi “buchi” di prato disponibili tra una stuoia e l’altra.Pic Nic Sala Montjuic

Inoltre, non dimenticatevi una felpa o una copertina per far fronte all’umidita’ notturna della collina del Montjuic 😉

Il 5 agosto e’ l’ultima serata di proiezioni, se ancora non avete avuto modo di andarci, ve lo consiglio vivamente!

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Sarà che in queste ultime settimane mi sto godendo di più la città e cresce la mia felicità di viverci, ma trovando in rete questo video non posso fare a meno di postarlo nel blog per dare l’idea della bellezza di Barcelona :):

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Democrazia real Ya - Barcelona

Barcelona 21 Mayo - plaça Catalunya

All’urlo di “Democracia real Ya!” (Democrazia reale, adesso!) moltissimi spagnoli si sono riversati nelle piazze principali in tutte le città del paese. E soprattutto, alla vigilia delle elezioni amministrative. E’ una notizia su tutti i tg nazionali ed europei. La partecipazione popolare e spontanea a Madrid è impressionante, ma anche qua a Barcelona migliaia di persone sono andate a riunirsi a Plaça Catalunya per manifestare.

Mi sento di dare un mio commento e la mia testimonianza. Stanotte verso le 2 (!) anche io ed altri amici abbiamo fatto un salto in piazza e quello che ci siamo trovati davanti era impressionante. Plaça Catalunya strabordava di gente, soprattutto giovani,  molti salivano sul palco a dire la propria facendo un piccolo intervento, migliaia di persone sedute compostamente nel mezzo della piazza ascoltavano e davano il proprio consenso applaudendo o scuotendo le mani (come applaudono i sordo-muti), agli alberi tanti cartelli con dei messaggi di insofferenza (ma non di rassegnazione), in giro non c’era un poliziotto (in realtà erano nascosti dietro un angolo a poche centinaia di metri, li ho visti tornando a casa). C’erano molti perro-flautas (= punkabbestia 🙂 ) ma soprattutto tanta gente comune, di tutte le età. Non c’erano famiglie… ma alle 2 di notte è comprensibile.

Gli spagnoli sono stanchi ed indignati della crisi economica e della classe politica che sembra così distante dal popolo: PP o PSOE alle prossime elezioni? Per la maggior parte di quelle persone sono acronimi senza senso. Un sentimento di indignazione per una classe politica distante è ciò che ha spinto questa gente “a la calle” tramite passaparola attraverso i socialnetwork. Se poi ci mettiamo dei livelli di disoccupazione assurdi (30-40% se non sbaglio) e le cosiddette misure di “welfare” che andranno via via riducendosi, senza dimenticare i tagli ai servizi. La frittata è fatta.

Non sono forse gli stessi temi su cui ci stiamo confrontando in Italia? Gli italiani non sono forse stanchi di come viene gestita la democrazia nel “BelPaese” e delle misure anticrisi adottate dal governo?

Casualmente in questi giorni Beppe Grillo era a Barcelona per il suo tour europeo. Ha incontrato questi cittadini:

Penso che questi cittadini spagnoli stiano dando una lezione di civiltà: hanno dato vita alla #spanishrevolution (per definirla con l’hashtag di twitter) ma armonicamente ed in modo assolutamente pacifico. Sono così pacifici che non dicono nemmeno le parolacce, specialmente di fronte ai centinaia di bambini che questo pomeriggio affollavano le attività ludiche organizzate in piazza. Questa gente infatti non sta ciarlando e basta, non si sono solamente “accampati” in Plaça Catalunya a urlare contro il governo. Hanno dato vita a una forma di Democrazia partecipativa costituendo delle assemblee e dei punti in cui si può toccare e discutere delle tematiche sociali. Separano i rifiuti da riciclare, hanno creato mappe con dei grandi cartelloni e segnali “stradali”.

Sono esterrefatto dalla voglia di comunità che gli spagnoli stanno dimostrando. Sono indignati, forse incazzati, determinati ma civili!

Democracia Real Ya - Barcelona

Movimiento 15-M, Plaça Catalunya

In questi giorni mi son chiesto qual è il significato di tutto questo? Vale la pena? Tornerà tutto come prima?

Sì, ha senso. Manifestare è un simbolo di indignazione: fa uscire il popolo dal silenzio. Fa capire alla classe politica di essere pronti a dimostrare (pacificamente!) che ci si è rotti le scatole e si vuole  essere ascoltati.

Ovviamente in questa situazione vedo dei rischi e delle opportunità.

Opportunità: sicuramente la società spagnola ha la possibilità di  migliorare la coscienza della cittadinanza: tutti più consapevoli, tutti più partecipi. Inoltre un movimento popolare spontaneo svincolato da interessi “forti” può portare nuove idee e può porsi come promotore di progetti utili alla comunità. E’ anche un’opportunità per quella classe politica che davvero vuole il bene comune: questa gente ha molto da dire e ha soprattutto voglia di dire la propria. Va ascoltata.

Rischi: questo movimento ha un grosso potenziale: migliaia di persone che autonomamante si coinvolgono nella protesta. Vogliono dire la loro, voglio fare capire che vogliono partecipare della cosa pubblica… e vogliono essere resi partecipi . Purtroppo penso che senza strategia di medio e lungo periodo questo sforzo potrebbe risultare vano. Le “forze” contro cui si vuole lottare adesso aspetteranno che il fuoco di paglia si sia spento per tornare a fare i loro comodi o ad usare le vecchie tecniche di governo. Senza un programma preciso che includa obiettivi, una organizzazione e una revisione in corsa delle azioni intraprese, la sollevazione popolare difficilmente potrebbe portare buoni frutti.

Io spero che questo sia un primo passo per una società più cosciente.

Hasta la victoria! Siempre!

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