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Archive for the ‘Sud Italia’ Category

Oggi parlo della mia città natale e del neo-sindaco.

Vince le elezioni Renato Accorinti. Embè? Per chi non è di Messina il nome o la notizia non sembreranno nulla di speciale.

Recupera incredibilmente al ballottaggio (dal 20% al 53%), mentre il candidato del PD aveva ottenuto al primo turno il 49,94% dei voti (ne mancavano solo una quarantina per essere eletto direttamente).

Al ballottaggio, stranamente, il cittadino messinese si ribella. Abituato a togliersi il cappello e votare sempre e comunque per il candidato forte di turno: nonostante condanne per peculato, nonostante magheggi, nonostante le clientele, nonostante gli scandali, nonostante gli innumerevoli commissariamenti, nonostante il buco da 500 milioni delle casse comunali.

Stavolta no. Il Messinese alza la testa e vota un 60enne hippy, che veste solo con una T-shirt fruit-of-the-loom con scritto No Ponte (colori a scelta, dal rosso all’arancione passando per il blu), rappresentante di uno dei tre movimenti “della società civile” messinese, fra cui il M5S.

La provincialissima Messina, ultima o quasi ultima per qualità di vita fra le città italiane, si ribella e sceglie di cambiare. Elegge un vicino di casa, che va in bici (a Messina in bici?), ecologista, attivista per i diritti civili e sempre impegnato contro la Mafia, non-violento. Wow.

Renato Accorinti

Renato

Non posso dire di conoscere Renato (tutti a Messina lo conoscono con il suo nome di battesimo). Posso dire che so chi è. E’ stato il mio professore di educazione fisica a scuola media:

Lo chiamavamo Renato, non prof. Ci convinse a saltare delle lezioni pratiche per stare in classe ad ascoltare le canzoni di Giorgio Gaber (“la libertà non è star sopra un albero…”). Anche se a dire il vero a 12 anni non me ne fregava niente di Gaber e volevo solo correre e giocare al pallone.

Con il suo gruppo sportivo gratuito ha tolto – letteralmente – dalla strada tanti ragazzini delle zone disagiate attorno alla scuola per portarli al campo di atletica. Non è un eufemismo. Li toglieva dalla strada e li portava a correre.

Parlava – anche in classe – di rispetto, di anti-mafia (erano gli anni ’92-’95), di non-violenza, di amicizia, di cultura sportiva, di fratellanza. Era una voce fuori dal coro che diceva frasi a noi ragazzini come: “se un amico mi regala il suo maglione preferito mi fa più piacere di qualsiasi altro tipo di regalo”. Capivamo noi figli del consumismo?

20 anni fa in classe ci parlava di riabilitare la zona falcata (una volta dedicata all’arsenale), di piste ciclabili, di zone verdi.  Ci dava esempi di  rivoluzione e restistenza civile, a volte di anarchia, di pensare differentemente, di non standardizzarsi. Cercava probabilmente di piantare in noi il seme della ragione.

Il movimento No Ponte è, agli occhi di tutti, rappresentato dalla sua facciazza barbuta. Sempre in prima fila a lottare per questa o quella iniziativa.

Ieri una parte di città è scoppiata in gioia, neanche fosse tornata la Serie A, mentre lui non nascondeva le lacrime di commozione vera e sciorinava frasi tipo: “Questa è la vittoria dell’utopia“, “Non chiedetemi favori, ma solo rispetto di diritti. E lotterò con voi”. E a chi gli chiede se toglierà la maglia No Ponte ora, dice: “Dobbiamo cambiare tutti da oggi in poi. Tocca cambiare anche a me”.

Come la gente che lo ha festeggiato, nonostante sia un fuoriuscito, ieri ero felice e commosso per l’incredibile segnale di cambiamento arrivato dai cittadini. Anche se per fare scelte diverse rispetto al passato la città ha dovuto toccare il fondo, arrivare alla disperazione.

Quindi, la prima sfida  è vinta, ed ormai fa parte del passato. Adesso viene il bello. Molti – anche fra quelli che ieri lo festeggiavano davanti al comune – lo aspetteranno al varco, gli diranno “sei cambiato”, “l’avevo detto che eri un bluff”, qualcuno gli metterà anche i bastoni fra le ruote.

Ma Renato ha preso calci in faccia per 40 anni ed ora è diventato sindaco. Penso che sia uno che non molla.

Bisogna essere realisti adesso (=occhio che la situazione è difficile) però bisogna dimostrare positivismo.

Auguri Renato, Auguri Messina.

PS: E provate a guardare il video in alto, dal minuto 4:50 il neo-Sindaco corre per la città seguito da decine di persone (non ultimo un signore in carne a petto nudo, con infradito e capello da cowboy – mitico!).

Quella corsa mi ricorda una scena famosa.

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Sud Abbandonato

Sono spesso critico nei confronti dei miei concittadini, specialmente  quando torno a Messina e le macchine in doppia fila sono bloccate dalle terze e le quarte file di auto. Ma ciò che è accaduto in questi giorni ha scatenato l’orgoglio meridionale, ed avallato un pensiero che negli ultimi tempi è spesso presente nei miei ragionamenti.

Cercate la notizia: Lino Romano un ragazzo napoletano, innocente e “per bene”, è stato ammazzato brutalmente sotto casa con 14 colpi di pistola. Per sbaglio.

E da qui il mio sfogo su facebook che voglio riprendere sul blog perchè ne rimanga traccia:

amici del Nord e non. Lo Stato ha abbandonato il Sud a sè stesso. Questa è sola una piccola prova: un innocente ammazzato barbaramente per sbaglio ed il Governo non va ai funerali. Bastava un solo rappresentante.

Un’altra occasione in cui lo Stato ha lasciato libero arbitrio alla malavita organizzata, riconoscendone la sovranità in alcuni territori.

Riflettete.

Il SUD è stato ABBANDONATO. L’Italia si muove ormai solo per proteggere gli interessi della parte settentrionale del Paese. Riflettete.

Vi consiglio anche di leggere l’articolo di Roberto Saviano – che sarà pure noioso e parlerà sempre delle stesse cose – ma che è anche uno dei pochi scrittori “main-stream” che tratta le vicende del Sud con buonsenso:

” E il governo, perché non è andato ai funerali? Avrebbe dato un segnale fondamentale. In questi territori manca giustizia, istruzione, ordine pubblico, lavoro, impresa, l’ambiente è a pezzi: tutti i ministri avrebbero trovato cose da dire e, soprattutto, avrebbero avuto molto, moltissimo da ascoltare. Non si trattava di fare visita o di ricevere i genitori di Lino Romano, si trattava di essere lì presenti perché in quelle terre, dalla prima grande faida che ha fatto centinaia di morti, nulla è cambiato.”

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Ho trovato su Corriere.it un video interessante realizzato da MTV News, che descrive brevemente la situazione dei giovani nell’isola più a Sud d’Italia – Lampedusa.

Vivere in un paesino di 6000 abitanti non deve essere facile in ogni angolo di Italia, al Sud come al Nord, ma è ancora più dura se questo paese è in mezzo al Mar Mediterraneo a 90 miglia dalla costa Italiana più vicina.

Il video originale è sul sito di MTV News e sarà trasmesso in questi giorni da MTV, ma non sono riuscito a guardarlo interamente. Tutti i video infatti hanno un blocco per IP stranieri (come il mio 😦 ).

Ecco il link all’articolo (con video) del Corriere.it Lampedusa e i giovani

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Ieri su Repubblica TV ho visto il video di una iniziativa realizzata da Giovanni Floris (il conduttore di “Ballarò”) con studenti di scuole superiori della provincia di Cosenza.

Floris nelle ultime settimane ha organizzato un tour “Giro d’Italia 4×4” in risposta alla chiusura del suo programma in applicazione (o meglio in “interpretazione”) di un regolamento RAI, il quale (sembra) prevede la chiusura di tutti i talk show con argomenti politici un mese prima delle elezioni Regionali.

A Cosenza vi è stata la quarta ed ultima tappa del “Giro d’Italia 4×4” ed è stato realizzato un incontro-dibattito “Futuro e Mezzogiorno” moderato dallo stesso conduttore di Ballarò.
Gli studenti che animavano il dibattito si erano auto-divisi in due gruppi: il gruppo dei ragazzi che voleva lasciare la Calabria per andare al Nord a cercare le opportunità che il Sud non poteva dare, ed il gruppo di quelli che invece volevano restare in Calabria, nonostante tutti i problemi che si sarebbero potuti verificare.

Ognuno argomentava le proprie tesi, ma sembrava una divisione tra pessimisti e ottimisti.
Ad ascoltare quei ragazzi di 18 anni, ho provato un po’ di tenerezza. Mi sono tornati in mente gli stessi miei anni quando, pieno di speranze e progetti, volevo studiare Economia del Turismo per rilanciare il potenziale della mia terra, la Sicilia.
La vita, però, mi ha portato verso altri obiettivi e verso altre mete.

Anche io mi sono chiesto milioni di volte: è giusto lasciare la propria terra invece di lottare in prima persona affinchè si creino le condizioni necessarie ad una qualità di vita più che soddisfacente nel nostro Meridione?
La risposta non la conosco ancora, ma ciò che penso è che un’esperienza al di fuori del proprio “recinto” non può che aiutare a vedere le cose con occhi diversi. È come, per rubare un termine al marketing, un benchmark della concorrenza.
Ecco il concetto di CosmoMeridionale, vivere nuovi scenari, nuove città e nuove esperienze con la volontà (o la speranza) di tornare da dove si è venuti.

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Pur vivendo all’estero, continuo a seguire con molto interesse le vicende italiane, dalla politica all’economia, dallo sport al gossip. Anzi… da quando vivo all’estero, forse, l’interesse per l’attualità italiana è cresciuto, in particolare per ciò che  riguarda il Sud.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in una puntata di Presa Diretta di Marzo 2010, Sole Vento Alberi, che tratta di energie rinnovabili e di come in alcuni paesi europei (Germania in primis) si stia investendo moltissimo in quei tipi di fonti di energia che sono inesauribili e la cui produzione non provoca danni all’ambiente, al contrario di petrolio e nucleare.

La trasmissione è molto interessante e consiglio a tutti di vederla (in calce uno stralcio della puntata preso da Youtube, ma può essere anche vista in versione integrale qui ), e tratta anche di come si stia agendo (ahimè NON si stia agendo) in Italia. (altro…)

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